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Vibrazioni molecolari

Considereremo il caso delle piccole vibrazioni in una molecola poliatomica attorno alle posizioni di equilibrio, nel sistema di riferimento mobile $ abc$ degli assi inerziali che trasla e ruota con la molecola. Indicheremo con $ a_\alpha$, $ b_\alpha$, $ c_\alpha$ le coordinate cartesiane del nucleo $ \alpha$-esimo, con $ a_{\alpha e}$, $ b_{\alpha e}$, $ c_{\alpha e}$ le coordinate della posizione di equilibrio e con $ x_\alpha=a_\alpha-a_{\alpha e}$, $ y_\alpha=b_\alpha
-b_{\alpha e}$, $ z_\alpha=c_\alpha-c_{\alpha e}$ le coordinate del vettore spostamento dall'equilibrio. L'energia cinetica $ T =\frac{1}{2}
\sum_\alpha m_\alpha(\dot{x}_\alpha^2 +\dot{y}_\alpha^2 +
\dot{z}_\alpha^2)$ può essere riscritta, utilizzando coordinate ``mass-weighted'' $ q_1=\sqrt{m_1}x_1$, $ q_2=\sqrt{m_1}y_1$, $ q_3=\sqrt{m_1}z_1$, $ q_4=\sqrt{m_2}x_2$, etc., come $ T=\frac{1}{2}
\sum_{i=1}^{3N} \dot{q}_i^2$. L'energia potenziale in cui si muovono i nuclei può essere espressa in queste coordinate e può essere sviluppata in serie di Taylor attorno al punto di minimo (il vettore $ (0,0,\cdots,0)$):

$\displaystyle U(q_1,q_2,\cdots,q_{3N})=U(0,0,\cdots) + \sum_i\left(\frac{\parti...
..._{ij}\left(\frac{\partial^2U}{\partial q_i\partial
q_j}\right)_eq_iq_j +\cdots
$

Formiamo la matrice $ \mathbf{U}$ con elementi $ \displaystyle u_{ij}
= \left(\frac{\partial^2U}{\partial q_i\partial q_j}\right)_e$; indichiamo con $ \mathbf{q}$ e $ \dot{\mathbf{q}}$ i vettori colonna che hanno come elementi i $ q_i$ e $ \dot{q}_i$, rispettivamente. Si ha subito:

$\displaystyle T=\frac{1}{2}\tilde{\dot{\mathbf{q}}}\dot{\mathbf{q}}\quad
U=U_e+\frac{1}{2}\tilde{\mathbf{q}}{\mathbf{U}}{\mathbf{q}}
$

dove abbiamo usato $ (\partial U/{\partial q_i})_e
=0 $, essendo il punto di equlibrio un minimo.

Le equazioni del moto si ottengono scrivendo la forza che agisce su ciascun punto materiale:

$\displaystyle F_{x,\alpha}=-\frac{\partial U}{\partial x_\alpha}=m_\alpha
\frac{d^2x_\alpha}{dt^2}$   etc.

Ora si avrà:
$\displaystyle \frac{\partial U}{\partial x_\alpha}= \frac{\partial q_{j}}{\partial
x_\alpha}\frac{\partial U}{\partial q_j}$ $\displaystyle =$ $\displaystyle \sqrt{m_\alpha}\frac{\partial U}{\partial q_j}$   $\displaystyle \mbox{(con
$j=3(\alpha-1)+1$)}$  
  $\displaystyle =$ $\displaystyle \frac{1}{2}\sqrt{m_\alpha}\sum_{ii'}u_{ii'}\left( \frac{\partial q_i}{\partial
q_j}q_{i'} +q_i\frac{\partial q_{i'}}{\partial q_j}\right)$  
  $\displaystyle =$ $\displaystyle \frac{1}{2}\sqrt{m_\alpha}\left(\sum_{i'}u_{ji'}q_{i'}+
\sum_iu_{ij}q_i\right)$  
  $\displaystyle =$ $\displaystyle \frac{1}{2}\sqrt{m_\alpha}(2\sum_iu_{ji}q_i)$  

Inoltre $ \frac{d}{dt}x_\alpha=\frac{1}{\sqrt{m_\alpha}}\frac{d}{dt}q_j$; $ \frac{d^2x_\alpha}{dt^2}=\frac{1}{\sqrt{m_\alpha}}\frac{d^2q_j}{dt^2}$ e pertanto:

$\displaystyle m_\alpha\frac{d^2x_\alpha}{dt^2}=\sqrt{m_\alpha}\frac{d^2q_j}{dt^2}
= -\sqrt{m_\alpha}\sum_iu_{ji}q_i
$

o, in forma matriciale:

$\displaystyle \ddot{\mathbf{q}}=-\mathbf{U}\mathbf{q}$ (3.5)

L'eq. 3.5 è un insieme di equazioni accoppiate che può essere semplificato se si pensa che la matrice hermitiana (simmetrica reale) $ \mathbf{U}$ può essere diagonalizzata tramite una matrice ortogonale $ \mathbf{R}$:

$\displaystyle \tilde{\mathbf{R}}\mathbf{U}\mathbf{R}=\mathbf{\Lambda}$   $\displaystyle \mbox{($\mathbf{\Lambda}$ diagonale)}$

Quindi:

$\displaystyle \begin{array}{ccc}
\mathbf{U}=\mathbf{R}\mathbf{\Lambda}\tilde{\m...
...{R}}\ddot{\mathbf{q}}=-\mathbf{\Lambda}\tilde{\mathbf{R}}\mathbf{q}
\end{array}$

Porremo $ \mathbf{Q}=\tilde{\mathbf{R}}\mathbf{q}$; $ \mathbf{Q}$ è il vettore delle coordinate normali:

$\displaystyle Q_i=\sum_{j=1}^{3N}\tilde{\mathbf{R}}_{ij}q_j=\sum_{j=1}^{3N}R_{ji}q_j$ (3.6)

Per la $ i$-esima coordinata normale si ha $ \ddot{Q}_i =
-\lambda_iQ_i$ che si risolve immediatamente in

$\displaystyle \fbox{$\displaystyle Q_i=B_i\cos(\sqrt{\lambda_i}t+\varphi_i)$}$ (3.7)

con $ B_i$ e $ \varphi_i$ opportune costanti determinate dalle condizioni iniziali. Tornando alle coordinate $ q$ si ha:

$\displaystyle q_i=\sum_{j=1}^{3N}R_{ij}Q_j=\sum_{j=1}^{3N}R_{ij}B_j \cos(\sqrt{\lambda_j} t+\varphi_j)$ (3.8)

Prendiamo la soluzione particolare in cui $ B_i=0$ per ogni $ i$ tranne che per $ i=k$:

$\displaystyle q_i=R_{ik}B_k\cos(\sqrt{\lambda_k}t+\varphi_k)
$

Pertanto ciascun atomo vibra con la medesima frequenza angolare $ \sqrt{\lambda_k}$ e con la stessa fase $ \varphi_k$. Tale vibrazione è detta un modo normale di vibrazione (il k-esimo modo). La soluzione generale della meccanica classica è una combinazione lineare di tali modi normali.

Degli autovalori $ \lambda_i$ si può vedere che 6 sono uguali a zero. Tali autovalori corrispondono a moti traslazionali e rotazionali della molecola per i quali le forze di richiamo sono nulle. I moti traslazionali sono facili da scrivere in quanto possono essere assunti come descritti dalle coordinate baricentrali. Così, ad esempio, possiamo identificare $ Q_{3N-5}$ (porremo come ultimi nella successione dei $ Q$ tali modi con autovalore nullo) con:

$\displaystyle Q_{3N-5}=\frac{1}{M}\sum_{\alpha=1}^Nm_\alpha x_\alpha = \frac{1}{M}
\sum_{\alpha=1}^N\sqrt{m_\alpha}q_{j(\alpha)}
$

(dove la sequenza degli indici $ j(\alpha)$ è $ 1,4,7,\cdots 3(\alpha-1)+1$) e $ \ddot{Q}_{3N-5}=0$ poiché non c'è forza di richiamo se la molecola trasla; così $ \ddot{Q}_{3N-5}=0Q_{3N-5}$ e $ \lambda_{3N-5}=0$; analogamente per le altre coordinate baricentrali lungo $ y$ e $ z$ e anche (ma è più complicato) per i moti rotazionali. Se la molecola è lineare nella configurazione di equilibrio, si hanno solo 2 coordinate rotazionali e dunque solo 5 autovalori nulli nella matrice $ \mathbf{\Lambda}$.

L'energia totale (classica) per la molecola, omettendo $ U_e$ sarà:

$\displaystyle T+U=E$ $\displaystyle =$ $\displaystyle \frac{1}{2}\tilde{\dot{\mathbf{q}}}\dot{\mathbf{q}}+\frac{1}{2}
\tilde{\mathbf{q}}\mathbf{U}\mathbf{q}$  
  $\displaystyle =$ $\displaystyle \frac{1}{2}\widetilde{(\mathbf{R}\dot{\mathbf{Q}})}(\mathbf{R}\do...
...
+\frac{1}{2}\widetilde{(\mathbf{R}\mathbf{Q})}\mathbf{U}(\mathbf{R}\mathbf{Q})$  
  $\displaystyle =$ $\displaystyle \frac{1}{2}\tilde{\dot{\mathbf{Q}}}\tilde{\mathbf{R}}\mathbf{R}\d...
...
+\frac{1}{2}\tilde{\mathbf{Q}}\tilde{\mathbf{R}}\mathbf{U}\mathbf{R}\mathbf{Q}$  
  $\displaystyle =$ $\displaystyle \frac{1}{2}\tilde{\dot{\mathbf{Q}}}\dot{\mathbf{Q}} +\frac{1}{2}\tilde{\mathbf{Q}}\mathbf{\Lambda}\mathbf{Q}$  

Ossia

$\displaystyle E=U_e+\frac{1}{2}\sum_{i=1}^{3N-6}\dot{Q}_i^2+\frac{1}{2} \sum_{i=1}^{3N-6}\lambda_iQ_i^2$ (3.9)

Nota: Nella eq. (3.9) sono stati omessi i termini cinetici relativi ai moti traslazionali e rotazionali in quanto questi si trattano a parte.

Per scrivere l'espressione dell'hamiltoniano quantistico occorre utilizzare i momenti corrispondenti (coniugati) alle coordinate $ Q_i$; come da $ T=1/2m\dot{x}^2$ si ricava $ p_x=\frac{\partial T}{\partial\dot{x}}$ ($ =m\dot{x}$), così, analogamente si può dimostrare che il momento coniugato a $ Q_i$ è proprio $ P_i=\frac{\partial
T}{\partial\dot{Q}_i}=\dot{Q}_i$. Pertanto la funzione hamiltoniana classica risulta:

$\displaystyle H_{cl}=\sum_{i=1}^{3N-6}\frac{1}{2}(P_i^2+\lambda_iQ_i^2)
$

Per passare poi all'hamiltoniano quantistico occorre sostituire a $ P_i$ l'operatore differenziale $ -i\hbar\frac{\partial}{\partial
Q_i}$:

$\displaystyle H=\sum_{i=1}^{3N-6}\frac{1}{2}(-\hbar^2\frac{\partial^2}{\partial Q_i^2} +\lambda_iQ_i^2)
$

$ H$ è una somma di $ 3N-6$ hamiltoniani armonici disgiunti e dunque le autofunzioni di $ H$ sono esprimibili come prodotti di $ n$ singole autofunzioni riferite a ciascun hamiltoniano componente:

$\displaystyle \psi(Q_1,Q_2,\cdots,Q_{3N-6})=\psi_1(Q_1)\psi_2(Q_2)\cdots\psi_{3N-6}(Q_{3N-6})
$

con:

$\displaystyle \begin{array}{c}
H(i)\psi_i(Q_i)=E_i\psi_i(Q_i)\\
H(i)=\frac{1}{...
..._i(-\frac{1}{2}\frac{\partial^2}{\partial
y_i^2}+ \frac{1}{2}y_i^2)
\end{array}$

con $ \omega_i=\sqrt{\lambda_i}$; $ y_i=Q_i/a_i$, $ a_i$ essendo la distanza caratteristica (mass-weighted) determinata dall'eguaglianza $ \frac{\hbar^2}{a_i^2}=\lambda_ia_i^2$. E dunque, ricordando le soluzioni per l'oscillatore armonico:

$\displaystyle \begin{array}{c}
\psi_i(y_i)=H_{v_i}(y_i)e^{-\frac{1}{2}y_i^2} ...
...2(v_2+\frac{1}{2}) +\cdots+\hbar\omega_{3N-6}(v_{3N-6}+\frac{1}{2})
\end{array}$

Come esercizio sull'uso della tecnica delle coordinate normali vediamo in dettaglio l'applicazione al caso già noto della molecola biatomica. Indicando con $ abc$ la terna degli assi principali d'inerzia, si ha che gli atomi 1 e 2 avranno soltanto le coordinate lungo $ c$ diverse da zero: $ c_1,c_{1e},c_2,c_{2e}$ e, analogamente, tra le coordinate mass-weighted, solo $ q_3$ e $ q_6$ saranno non nulle: $ q_3=\sqrt{m_1}(c_1-c_{1e})$, $ q_6=\sqrt{m_2}(c_2-c_{2e})$. L'energia potenziale (nell'approssimazione armonica) è: $ U=U_e+
\frac{1}{2}(u_{33}q_3^2+u_{66}q_6^2+2u_{36}q_3q_6)$. Per trovare le costanti $ u_{ij}$ basta ricordare che $ U=U_e +\frac{1}{2}k_e(r-r_e)^2$, $ r=c_2-c_1$, $ r_e=c_{2e}-c_{1e}$, $ r-r_e = q_6/\sqrt{m_2}-q_3/\sqrt{m_1}$, da cui $ u_{33}=k_e/m_1$, $ u_{66}=k_e/m_2$, $ u_{36}=-k_e/\sqrt{m_1m_2}$. Per trovare le frequnze normali di vibrazione occorre cercare le radici dell'equazione caratteristica per la matrice $ \mathbf{U}$, ossia $ \det(u_{ij}-\lambda\delta_{ij})=0$. Fatti i conti, si ottiene $ \lambda=0$ (con molteplicità 5) e $ \lambda= u_{33}+u_{66} =k_e/\mu$

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Renzo Cimiraglia 2008-11-11